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Ritorno in TIM… un delirio “scontato”!

Lo ammetto: tornare in TIM è stata una mia scelta, nonostante le vicissitudini e i problemi che avevo già incontrato in passato. Evidentemente, però, a volte la memoria non basta e ci si lascia tentare da un’offerta che, sulla carta, sembra davvero difficile da rifiutare.

Nel mio caso, l’offerta era quella riservata ai clienti provenienti da alcuni operatori virtuali, come CoopVoce e PosteMobile, o da operatori come Iliad: 4,99 euro al mese per chiamate illimitate, 200 SMS e ben 200 GB in 5G. Un prezzo decisamente allettante, tanto da convincermi a dare nuovamente fiducia a TIM.

La SIM è arrivata a casa in pochi giorni e, almeno inizialmente, tutto sembrava procedere normalmente. Peccato che, poco dopo, sia arrivato il primo intoppo: un SMS mi informava che la portabilità del mio numero non era andata a buon fine.

Come indicato nello stesso messaggio, ho contattato il 119. Con l’operatore ho concordato un ulteriore tentativo di portabilità e la verifica, nei giorni successivi, del buon esito del passaggio del mio numero da PosteMobile a TIM.

Fin qui, pazienza. Può capitare che una procedura tecnica non vada a buon fine al primo tentativo.

Poi, però, ho iniziato a guardare con maggiore attenzione la App MyTIM e ho trovato un’altra sorpresa: mi era già stato addebitato l’importo di 3,99 euro relativo al piano base (TIM Base 25 new).

Peccato che, nella descrizione dello stesso piano, venga indicato che questo costo non viene addebitato quando è attiva un’offerta voce e dati e che, per di più, lo stesso risulta in promozione gratuita per il primo mese.

A questo punto ho pensato: “Meglio chiedere chiarimenti”.

Ho quindi richiamato il 119.

E qui arriva il pezzo forte.

26 minuti e 9 secondi di attesa al telefono.

Dopo oltre 26 minuti, finalmente risponde l’operatrice, che si presenta come “Camilla dall’Italia”. Peccato che, non sentendo chiaramente la mia voce, invece di provare a risolvere il problema o trovare un’alternativa, abbia semplicemente concluso la conversazione.

Ventisei minuti e nove secondi di attesa per sentirsi chiudere la telefonata perché la comunicazione non era sufficientemente chiara.

A questo punto una domanda sorge spontanea: ma sono proprio un “fesso” a essere ricaduto nuovamente nella trappola?

Probabilmente sì.

Perché il problema non è soltanto il singolo disservizio. È la sensazione, purtroppo già provata in passato, di trovarsi davanti a un sistema nel quale attivare un’offerta è semplicissimo, mentre ottenere assistenza quando qualcosa non funziona diventa un’impresa.

E non è finita qui.

Ho provato anche a utilizzare la sezione “Reclami” del sito TIM, pensando che almeno attraverso un canale scritto fosse possibile segnalare formalmente quanto accaduto.

Risultato?

Messaggio di errore.

Provare per credere.

A questo punto la mia esperienza di “ritorno in TIM” potrebbe tranquillamente essere riassunta così:

offerta allettante, portabilità fallita, addebito da chiarire, 119 praticamente irraggiungibile e sezione reclami che non funziona.

Tutto questo per un’offerta da 4,99 euro al mese.

Ironia della sorte, lo “sconto” promesso sembra essere l’unica cosa che funziona perfettamente nella comunicazione commerciale. Il resto, almeno per ora, è decisamente meno convincente.

La cosa più irritante è che TIM non mi aveva convinto a tornare grazie alla qualità dell’assistenza, ma grazie al prezzo. E forse è proprio questo l’errore: lasciarsi conquistare da un’offerta apparentemente imperdibile senza ricordarsi che, quando qualcosa va storto, il vero valore di un operatore si misura soprattutto nella capacità di assistere il cliente.

Per il momento, quindi, il mio ritorno in TIM è stato tutt’altro che un ritorno al futuro.

È stato piuttosto un ritorno al passato… con gli stessi problemi di sempre.

E se questo è soltanto l’inizio, viene spontaneo chiedersi: quanto durerà questa volta la mia voglia di restare in TIM?

Stay tuned. La mia “Odissea” con TIM è appena ricominciata.

Recensione Samsung WindFree Comfort S2

Esperienza poco soddisfacente

Ho acquistato due climatizzatori Samsung WindFree Comfort S2 destinati alle camere da letto, scegliendoli soprattutto per le caratteristiche dichiarate dal produttore, in particolare per la silenziosità e la tecnologia WindFree, che dovrebbe garantire un comfort maggiore evitando il tradizionale getto diretto di aria fredda.

Purtroppo, dopo averli utilizzati, la mia esperienza è stata piuttosto deludente.

🔊 Silenziosità: nonostante abbia attivato le modalità e le impostazioni più silenziose disponibili, gli apparecchi risultano più rumorosi di quanto mi aspettassi, soprattutto considerando le caratteristiche e le informazioni pubblicizzate dal produttore. In una camera da letto, dove il silenzio è particolarmente importante, la rumorosità si avverte e può risultare fastidiosa.

💨 Tecnologia WindFree: è vero che il sistema evita il classico getto diretto di aria fredda e questo rappresenta sicuramente un aspetto positivo. Tuttavia, anche in modalità WindFree si percepisce comunque un flusso d’aria piuttosto consistente e fastidioso per chi si trova nelle immediate vicinanze dello split. Pertanto, personalmente, non ho riscontrato quel livello di comfort che mi aspettavo dalla tecnologia.

🌬️ Unità esterna: un’altra nota negativa riguarda il rumore prodotto dal motore esterno, che considero abbastanza elevato. Avendo avuto modo di confrontarlo con climatizzatori di altre marche, anche appartenenti a fasce di prezzo inferiori, mi aspettavo decisamente di meglio da un prodotto Samsung.

📱 Telecomando e App: anche l’utilizzo non mi è sembrato particolarmente intuitivo. Le numerose funzioni disponibili sono sicuramente interessanti, ma la gestione dal telecomando e tramite App non risulta, a mio avviso, immediata e richiede un po’ di tempo per comprenderne pienamente il funzionamento.

Conclusioni

Nel complesso, mi aspettavo molto di più da questi climatizzatori, soprattutto considerando il prezzo, la reputazione del marchio e le aspettative create dalle caratteristiche pubblicizzate.

La tecnologia WindFree è interessante e funziona nell’eliminare il getto d’aria fredda diretto, ma non è riuscita a soddisfare le mie aspettative in termini di comfort acustico e di percezione del flusso d’aria.

Il mio giudizio personale è quindi negativo e, sulla base della mia esperienza, non consiglierei l’acquisto dei Samsung WindFree Comfort S2, soprattutto per chi, come me, intende installarli nelle camere da letto e attribuisce grande importanza alla silenziosità durante la notte.

Chiamatemi Ulisse: questa è la mia Odissea con la fibra di Enel Energia

Pensavo di sottoscrivere un contratto per una connessione Internet. In realtà, senza saperlo, ho acquistato un biglietto per un viaggio epico.

Da settimane combatto con una connessione lenta, instabile e spesso inutilizzabile. La situazione è talmente critica che, in molti momenti, è impossibile perfino guardare i canali in streaming sulle Smart TV di casa.

Ogni volta segnalo il problema.

Ogni volta ricevo rassicurazioni.

Ogni volta mi viene comunicato che il guasto è stato risolto.

Peccato che, pochi minuti dopo, tutto sia esattamente come prima.

Il vero problema, però, non è solo la connessione.

È l’assistenza.

Ticket aperti.

Ticket chiusi.

Messaggi che annunciano il ripristino del servizio.

E intanto il servizio continua a non funzionare.

La sensazione è che, invece di risolvere il problema del cliente, si punti semplicemente a chiudere la pratica.

Negli anni ho avuto la fibra con altri operatori. Anche loro hanno avuto qualche guasto, perché gli inconvenienti possono capitare a chiunque.

La differenza è che il problema veniva affrontato e risolto.

Con Enel Energia, invece, la mia esperienza è stata completamente diversa.

Ad oggi posso dire che, nella mia esperienza personale, si tratta del peggior servizio di assistenza clienti che abbia mai ricevuto nel settore delle telecomunicazioni.

Un consiglio a chi sta valutando un cambio di operatore: informatevi bene, leggete le recensioni e considerate attentamente anche la qualità dell’assistenza, perché è proprio quando nasce un problema che si misura il valore di un’azienda.

Per quanto mi riguarda, se la situazione non verrà risolta in modo definitivo, avvierò la procedura di conciliazione presso AGCOM tramite ConciliaWeb e chiederò la risoluzione del contratto senza alcuna penale, poiché un servizio che non funziona non può essere considerato conforme a quanto promesso.

Se anche voi avete avuto esperienze simili, raccontatele nei commenti. Confrontare le esperienze può aiutare altri consumatori a fare una scelta più consapevole.

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