Carte di credito, no grazie!

Cari consumatori fate molta attenzione prima di autorizzare un addebito ricorrente, ad esempio la bolletta del telefono o l’acquisto di un cellulare a rate mensili, sulla vostra carta di credito.

Con la firma sul modulo consegnate le chiavi del vostro conto corrente al fornitore che può addebitare ciò che vuole senza che possiate bloccare o sospendere i pagamenti.

Parlo per esperienza, pochi mesi fa ho deciso, per la prima volta, di acquistare un telefono cellulare attraverso una promozione Vodafone che prevedeva l’addebito su carta di credito di € 9,99 al mese per 30 mesi.

Al momento della sottoscrizione del contratto, il personale del punto vendita mi ha spiegato e ribadito più volte che in caso di aumento della tariffa telefonica avrei potuto cambiare operatore senza alcuna penale.

Avrei dovuto solamente proseguire il pagamento mensile del “cellulare” per le rate rimanenti.

Dopo pochi mesi, Vodafone ha aumentato il costo mensile del mio servizio di telefonia senza peraltro inviare alcuna comunicazione mail.

Preso atto del maggior costo scalato dal credito e forte delle informazioni ricevute presso il punto vendita, ho deciso di aderire all’offerta di un altro operatore telefonico.

Come conseguenza, senza alcuna comunicazione, Vodafone ha addebitato sulla mia carta di credito, in soluzione unica, un importo complessivo di € 622,00 per rate residue e penali per recesso anticipato.

Dopo aver contattato il servizio clienti di banca ING e aver, nello stesso momento, sospeso la carta di credito, venti giorni prima della scadenza del pagamento, ho inviato un reclamo a Vodafone (che non ha risposto) e in copia conforme l’ho spedito, sempre con PEC, anche a Banca ING.

Con il reclamo ho contestato l’addebito e contestualmente, come previsto dalle vigenti normative, ho chiesto espressamente alla banca di non pagare detto importo, fino alla definizione del contenzioso.

Banca ING ha totalmente ignorato la mia disposizione e nonostante la carta risultasse sospesa, ha eseguito il pagamento.

Solo ieri dopo l’invio di un secondo reclamo, spedito per conoscenza anche a Banca d’Italia, l’Ufficio reclami di Banca ING ha precisato che per bloccare il pagamento avrei prima dovuto revocare l’autorizzazione all’addebito e solo in un secondo momento aprire eventualmente una disputa con il fornitore, compilando l’apposito modulo.

Sono allibito dalla superficialità con la quale ha operato questa Banca e dalla carenza di informazioni nonché di supporto che mi ha riservato sia il servizio clienti sia l’Ufficio reclami.

Su queste basi mi chiedo quale fiducia possa ancora avere un cliente in un Istituto di credito che agisce contro l’interesse del proprio correntista.

Risulta superfluo ribadire che il rapporto di fiducia è alla base del sistema bancario e creditizio.

Ciò detto, consiglio caldamente di non usare mai carte di credito, in special modo di Banca ING, per pagamenti continuativi di prodotti e servizi.