Sanità digitale: un’opportunità che rischia di lasciare indietro i cittadini più fragili
Negli ultimi anni la digitalizzazione dei servizi sanitari ha portato indubbi vantaggi: maggiore rapidità nelle comunicazioni, possibilità di richiedere ricette senza recarsi in ambulatorio e gestione più efficiente degli appuntamenti. Tuttavia, quando la tecnologia diventa l’unica modalità di accesso ai servizi, il rischio è quello di creare nuove forme di esclusione.
È quanto stanno vivendo in queste settimane molti assistiti della dott.ssa Paderno, che, a seguito della presenza del medico supplente, si trovano a dover utilizzare l’App “Mio Dottore” per prenotare una visita o richiedere prescrizioni di farmaci ed esami specialistici.
Un sistema non alla portata di tutti
Per chi è abituato a utilizzare smartphone e applicazioni digitali, scaricare un’app e registrarsi può sembrare un’operazione semplice. Ma la realtà è ben diversa per molte persone anziane o con scarsa dimestichezza con la tecnologia.
Sono numerosi i cittadini che incontrano difficoltà già nelle prime fasi:
- scaricare l’applicazione;
- creare un account;
- ricordare password e credenziali;
- effettuare l’accesso;
- prenotare una visita;
- richiedere una ricetta;
- inviare una richiesta di prescrizione per esami diagnostici.
Per molte persone queste operazioni diventano un vero e proprio ostacolo all’accesso alle cure.
Gli anziani sono i più penalizzati
Le persone anziane rappresentano la fascia della popolazione che più frequentemente necessita dell’assistenza del medico di medicina generale. Paradossalmente, sono proprio loro a trovarsi maggiormente in difficoltà davanti a procedure esclusivamente digitali.
Molti non possiedono uno smartphone, altri utilizzano telefoni tradizionali, altri ancora non dispongono di un indirizzo e-mail o di un accesso a Internet. Anche quando la tecnologia è disponibile, non sempre vi sono le competenze necessarie per utilizzarla in autonomia.
Il risultato è che numerosi cittadini sono costretti a chiedere aiuto a figli, nipoti, vicini di casa o conoscenti per poter semplicemente ottenere una prescrizione medica o fissare un appuntamento.
Il diritto alla salute deve essere accessibile a tutti
La digitalizzazione deve rappresentare uno strumento per semplificare la vita dei cittadini, non un requisito indispensabile per accedere ai servizi sanitari.
È fondamentale che, accanto ai canali digitali, rimangano disponibili modalità alternative di contatto, facilmente accessibili anche a chi non ha familiarità con le nuove tecnologie.
Garantire pari opportunità di accesso significa assicurare che nessun cittadino venga escluso per ragioni anagrafiche, economiche o legate alle competenze digitali.
Uno sportello di supporto: una proposta concreta
Proprio per rispondere a queste esigenze, il Comitato Consumatori ha recentemente proposto all’Amministrazione comunale di mettere a disposizione un locale comunale, almeno un giorno alla settimana, per l’apertura di uno sportello gratuito di informazione e assistenza ai cittadini.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle persone che incontrano difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali, non solo in ambito sanitario ma anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i fornitori di servizi.
Tra le attività che lo sportello potrebbe svolgere:
- supporto nell’utilizzo di applicazioni sanitarie;
- assistenza nella prenotazione di visite mediche;
- aiuto nella richiesta di prescrizioni di farmaci ed esami;
- orientamento nell’utilizzo dei servizi online della Pubblica Amministrazione;
- informazioni sui diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici;
- supporto nella compilazione di semplici pratiche telematiche.
Un servizio di prossimità per la comunità
Uno sportello di questo tipo non sostituirebbe i servizi sanitari né quelli comunali, ma costituirebbe un importante punto di riferimento per tutti quei cittadini che, pur avendo diritto ai servizi, incontrano difficoltà ad accedervi.
In un contesto in cui la digitalizzazione procede rapidamente, è necessario accompagnare le persone nel cambiamento, evitando che l’innovazione si trasformi in un motivo di esclusione.
Un appello alle istituzioni
Il Comitato Consumatori auspica che l’Amministrazione comunale voglia valutare con attenzione questa proposta, riconoscendone il valore sociale e l’utilità per la comunità.
Aiutare un anziano a prenotare una visita, richiedere una ricetta o utilizzare un servizio digitale non significa soltanto offrire assistenza tecnica: significa garantire l’effettivo esercizio di un diritto fondamentale e rafforzare il senso di vicinanza delle istituzioni ai cittadini.
La tecnologia deve essere uno strumento di inclusione. Perché questo accada, è indispensabile che nessuno venga lasciato indietro.